Perchรฉ un risultato elettorale puรฒ far salire la Borsa un giorno e farla crollare il giorno dopo? ร quanto accaduto negli Stati Uniti dopo le elezioni di metร mandato del 3 novembre che hanno sancito il controllo del Congresso ai Democratici e provocato sui mercati finanziari sbalzi tanto violenti quanto in apparenza contraddittori.
Mercoledรฌ 4 novembre Wall Street ha accolto il risultato con una decisa impennata: il Dow Jones[1] ha guadagnato il 3% e Standard & Poorโs 500[2] l’1,6%. Il giorno successivo, perรฒ, lo scenario si รจ completamente rovesciato, con il Nasdaq[3] in perdita del 5,5% e una caduta particolarmente pesante dei titoli tecnologici. Complessivamente, in una sola seduta, le 500 grandi societร americane comprese nell’indice S&P 500 hanno perso circa 3’000 miliardi di dollari di capitalizzazione (2’500 mia CHF), secondo i dati riportati da Reuters (agenzia di stampa internazionale specializzata nella raccolta e diffusione di notizie). Una cifra impressionante che perรฒ merita un’importante precisazione: non significa che siano scomparsi 3’000 miliardi di denaro contante. La capitalizzazione di un’impresa รจ il suo valore misurato con il prezzo delle sue azioni moltiplicato per il loro numero: quando le quotazioni scendono, diminuisce il valore che gli investitori attribuiscono all’impresa senza che questo comporti necessariamente una riduzione della sua capacitร produttiva.
Per comprendere quanto successo dobbiamo partire dalle aspettative. Inizialmente gli investitori hanno apprezzato la chiarezza del risultato elettorale e la prospettiva di un Congresso in grado di limitare alcune iniziative del presidente Trump. La prevedibilitร delle decisioni politiche rappresenta infatti un elemento importante per chi investe perchรฉ riduce l’incertezza sulle condizioni economiche future. Il giorno successivo, tra i fattori che possono aver contribuito al ribasso, si sono aggiunte le preoccupazioni per le possibili conseguenze di una maggiore regolamentazione dei grandi centri di elaborazione dati, indispensabili allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Il timore di un rallentamento degli investimenti e di una riduzione dei profitti futuri ha pesato soprattutto sulle imprese tecnologiche: Nvidia, che รจ unโimpresa tecnologica americana tra i principali produttori mondiali di processori utilizzati per l’intelligenza artificiale, ha perso oltre il 9% e l’indice dei semiconduttori il 12%.
Non si tratta necessariamente di comportamenti irrazionali. La teoria economica ci aiuta a comprendere queste reazioni. I prezzi delle azioni non riflettono soltanto la situazione attuale delle imprese, ma incorporano le aspettative degli investitori sul loro futuro. Ogni nuova informazione puรฒ quindi modificare rapidamente le quotazioni, soprattutto quando riguarda decisioni politiche capaci di incidere sui costi e sui profitti. A questo si aggiunge il comportamento degli stessi investitori che, come insegna la finanza comportamentale, possono amplificare i movimenti dei mercati seguendo le scelte degli altri.
Sarebbe comunque sbagliato attribuire alle sole elezioni le oscillazioni che in realtร risentono anche dei tassi d’interesse, delle prospettive economiche e delle valutazioni giร elevate di molte imprese tecnologiche.
Questa vicenda ci ricorda soprattutto una distinzione che viene spesso dimenticata: i mercati finanziari misurano il valore attribuito dagli investitori ai profitti futuri delle imprese, non il benessere complessivo di una societร . Questo significa per esempio che una regolamentazione che impone maggiori costi ambientali puรฒ ridurre la redditivitร di alcune aziende e, nello stesso tempo, produrre benefici per la collettivitร . Per questa ragione, la qualitร delle politiche economiche non puรฒ essere giudicata soltanto attraverso l’andamento degli indici azionari, ma deve essere valutata considerando anche la crescita, la produttivitร , i salari, l’occupazione e la distribuzione del reddito.
Non dimentichiamo, tuttavia, che i mercati azionari sono anche considerati indicatori anticipatori del ciclo economico perchรฉ le loro quotazioni riflettono le aspettative sull’andamento futuro dell’economia. Spesso la Borsa comincia a scendere prima che una recessione si manifesti nei dati economici, ma non ogni ribasso annuncia una crisi. L’orologio dei mercati, del resto, non รจ infallibile. Speriamo che questa volta non stia segnando l’ora di una nuova recessione.
[1] Indice di Borsa che segue l’andamento delle azioni di 30 grandi imprese statunitensi tra le piรน rappresentative dell’economia americana
[2] Indice che comprende circa 500 tra le maggiori societร quotate negli Stati Uniti. ร uno dei principali indicatori dellโandamento della Borsa americana
[3] Mercato azionario statunitense sul quale sono quotate molte imprese tecnologiche. Il Nasdaq Composite รจ l’indice che misura l’andamento delle societร quotate su questo mercato









































































































