Anche i n Svizzera il PIL resta l’indicatore più usato per raccontare come va l’economia. È uno strumento utile, ma va letto con attenzione quando entrano in gioco i grandi eventi sportivi internazionali. Europei di calcio o Olimpiadi possono far crescere il PIL in modo temporaneo senza riflettere davvero la solidità dell’economia. È un effetto contabile, non ciclico, come mostrano anche diversi studi del KOF (il Centro di ricerca del Politecnico federale di Zurigo).
Per queste ragioni ha senso parlare di un PIL “corretto”, capace di distinguere tra crescita strutturale e crescita legata a eventi eccezionali. Senza questa distinzione, un anno con grandi eventi può apparire migliore di quanto sia davvero e viceversa. Le conseguenze non sono neutre. Si rischiano valutazioni politiche sbagliate, soprattutto in ambito fiscale, salariale e monetario.
Detto questo, lo sport non è affatto un settore marginale. L’economia dello sport comprende un insieme molto ampio di attività: impianti, club, federazioni, servizi, turismo, media, sponsorizzazioni, abbigliamento, salute. È un settore complesso e trasversale, che genera valore aggiunto, occupazione e gettito fiscale.
Misurarlo bene non è semplice. Per questo l’Unione Europea ha sviluppato il Conto Satellite dello Sport e, più di recente, la metodologia Vilnius 3.0 che cercano di stimare gli impatti diretti e quelli indiretti. I dati Eurostat (2025, relativi al 2019) mostrano che lo sport pesa in media per il 3,4% del PIL europeo e per il 3,8% dell’occupazione, con un moltiplicatore economico attorno a 1,7. Significa che per ogni euro speso nello sport si genera 1.70 euro.
In Svizzera i numeri sono più contenuti, ma tutt’altro che trascurabili. Secondo uno studio dell’Ufficio federale dello sport (2020), il settore sport nel 2017 ha generato oltre 11 miliardi di franchi di valore aggiunto, pari a circa l’1,7% del PIL e quasi 100 mila posti di lavoro (2,4% dei posti totali). Gli Europei di calcio femminile del 2025, per esempio, hanno avuto un impatto forte e concreto: stadi pieni, grande visibilità internazionale e oltre 200 milioni di franchi di attività economica generata, concentrata soprattutto su turismo, servizi e città ospitanti. Un ruolo particolare In Svizzera lo coprono le organizzazioni sportive internazionali con sede nel Paese come FIFA, UEFA, Comitato olimpico internazionale, il cui impatto economico medio annuo è stimato in circa 1,7 miliardi di franchi.
C’è poi un aspetto spesso sottovalutato del settore “economico” sport: la resilienza. Lo sport si comporta come un settore anticiclico. Nelle fasi di crisi economica la contrazione è più contenuta rispetto all’economia nel suo insieme e il recupero tende a essere più rapido. È un “bene di lusso accessibile”: le famiglie rinunciano ad altro, ma difficilmente allo sport, anche per ragioni di salute e benessere.
Le sfide non mancano. Costi energetici più alti, tassi di interesse elevati, maggiore pressione regolatoria e concorrenza internazionale mettono sotto stress il settore. Proprio per questo servono analisi serie e politiche pubbliche capaci di distinguere tra effetti temporanei e dinamiche strutturali. Lo sport non è solo intrattenimento: è economia reale e, in tempi incerti, anche un fattore di stabilità.

