Mentre Madoff muore, il Bitcoin vola

“Amici, che rimanga tra di noi, ho un grande affare da proporvi. Cosa dovete fare? Niente di particolare. Datemi la cifra che volete e io vi garantisco un tasso di interesse almeno del 10%. Sì, avete capito bene, proprio del 10%. Naturalmente quando vorrete ritirarvi io vi restituisco tutto quanto avete investito. Sapete, in tutti questi anni, anche come presidente del Nasdaq, ho sicuramente imparato tanto. E ora vorrei fare crescere i nostri affari. Se volete farne parte, come ha fatto anche Steven (Spielberg), la porta è aperta. In effetti, se ci sono importanti fondi e banche che stanno investendo nelle mie aziende, io vorrei davvero che ci foste anche voi, cari amici”

Secondo me, Bernard Lawrence Madoff per creare la più grande truffa del secolo l’ha raccontata così ai suoi amici. Madoff aveva fondato la sua prima società nel 1960 con soli 5 mila dollari; cinquant’anni dopo aveva amministrato 65 miliardi di dollari, la maggior parte andati in fumo. Un genio? Sicuramente un persuasore. Quanto lo è stato l’italiano Carlo Ponzi che all’inizio del Novecento è andato a cercare fortuna in America. Alla stessa maniera Madoff è stato bravo a ingolosire il già bramoso animo umano. Un po’ come il fiore attira l’ape per essere impollinato, così fa il marketing piramidale. E lo schema Ponzi ne è il rappresentante più celebre.

Questo genere di affari si basa sul reclutamento. Il guadagno c’è, peccato che di solito sia limitato al fondatore dell’affare e ai primi partecipanti. Facciamo un esempio facile. In cambio del 10% di interesse, voi investite 1’000 franchi nella mia azienda. Per pagare il vostro tasso di interesse, io trovo altre persone che investono 1’000 franchi oppure addirittura le trovate voi. Per pagare il loro interesse, ne troveremo ancora delle altre. Vi direte e che cosa c’è di male? Niente se non fosse che io uso i vostri soldi per i miei scopi: una bella villa direi a Montecarlo, uno yacht, qualche automobile di lusso, gioielli, vacanze da sogno, feste tra noi multimilionari, … Insomma, ad un certo punto i nuovi “investitori” non basteranno più e quando verrete a chiedermi indietro i vostri 1’000 franchi, saranno svaniti. Madoff è stato condannato a 150 anni di reclusione per aver truffato 37’000 persone in 136 Paesi. È morto qualche giorno fa.

Ma le truffe in economia sono vecchie quanto l’economia stessa e fanno presa sempre sull’ingordigia e sull’avidità umana. John Law nel 1720 riesce a far crescere in maniera vertiginosa il valore delle azioni della Compagnie d’Occident creata per sfruttare ricchissime miniere d’oro della Louisiana. Riesce anche a coinvolgere e a far garantire queste azioni dalla Banca Reale francese. Peccato che in quella zona della Louisiana ci fossero solo paludi.

Non da meno Gregor MacGregor che attorno al 1820 riuscì a far credere a tutti di essere il Principe di Poyais, una nazione indipendente nella Baia di Honduras. Non solo riuscì a raccogliere investimenti di tante persone che volevano trarre profitto da questa terra ricchissima di miniere di oro e d’argento, ma riuscì persino a piazzare in Borsa a Londra le obbligazioni. Peccato che Poyais esistesse solo nella fervida immaginazione di MacGregor.

Oggi, i paesaggi immaginari, nei quali si svolge l’eterna commedia dell’avidità e della creduloneria umana, sono molto meno suggestivi delle fertili città honduriane o delle sconfinate pianure della Louisiana. Oggi può svolgersi semplicemente nello studio di casa vostra dietro la lucina dello schermo del computer. Bitcoin, ne avete mai sentito parlare?

La versione audio: Mentre Madoff muore, il Bitcoin vola
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