L’apertura di un nuovo distributore a Bellinzona ha portato con un calo netto dei prezzi della benzina nella regione; in alcuni casi, si è parlato di quasi venti centesimi al litro. La domanda, allora, viene spontanea: come è possibile che il prezzo cambi così rapidamente?
Il prezzo di un litro di benzina nasce dalla somma di diversi elementi. Una parte importante è costituita dalle imposte. In Svizzera, sulla benzina senza piombo ci sono 43,12 centesimi al litro di imposta sugli oli minerali, 30 centesimi di supplemento, il contributo per le riserve strategiche, la quota destinata alla compensazione delle emissioni di CO₂ e l’IVA dell’8,1 per cento, calcolata sull’intero prezzo; si parla di circa 90 centesimi. Evidentemente questo importo non può essere modificato dal benzinaio.
La seconda componente su cui si può fare poco sono il costo del carburante sui mercati internazionali, il cambio tra franco e dollaro, la raffinazione, il trasporto e tutta la logistica necessaria per far arrivare il prodotto fino alla pompa. Infine, ci sono i costi della singola stazione di servizio: personale, affitto, manutenzione, commissioni per i pagamenti elettronici, gestione dell’impianto e, naturalmente, il margine commerciale.
E proprio su questo il gestore ha un impatto diretto. Si può cercare di guadagnare di più su ogni litro venduto oppure puntare su un prezzo più basso, cercando di attirare più clienti.
È qui che il caso di Bellinzona diventa interessante. Il mercato dei carburanti ha una struttura particolare: i distributori sono numerosi, ma le grandi reti che contano davvero sono relativamente poche. In aggiunta, i prezzi sono esposti in modo molto visibile, lungo le strade e agli incroci, e ciascun operatore può vedere in tempo reale che cosa stanno facendo i concorrenti.
In economia, una situazione del genere viene spesso descritta come un oligopolio. Questo non significa che esista un cartello (accordo illecito), né che le imprese si mettano d’accordo di nascosto per tenere alti i prezzi. L’oligopolio è un’altra cosa: è un mercato nel quale pochi operatori importanti si osservano molto da vicino, conoscono bene le mosse dei concorrenti e reagiscono alle loro decisioni. È subito evidente che se tutti tengono i prezzi alti e il prodotto ha una elasticità bassa (sensibilità minima alla variazione di prezzo), i consumatori vanno avanti a comperare il bene, pagano un prezzo elevato e tutte le aziende guadagnano. Ma quando entra un nuovo concorrente, soprattutto se arriva con una politica di prezzo aggressiva, quell’equilibrio può cambiare. Gli altri devono allora decidere se lasciarlo fare, rischiando di perdere clienti, oppure adeguarsi. A Bellinzona, almeno in parte, sembra essere accaduto proprio questo.
Non sappiamo ancora quanto del ribasso che abbiamo visto dipenda dall’apertura del nuovo distributore e quanto invece dall’andamento generale delle quotazioni del petrolio, e non sappiamo nemmeno se i prezzi rimarranno bassi nei prossimi mesi. Quello che possiamo osservare, però, è che l’arrivo di un nuovo operatore ha reso il mercato più attento e probabilmente anche più competitivo. E questo a vantaggio dei consumatori.

