La ragion d’essere della Banca Nazionale Svizzera

La Banca Nazionale Svizzera l’anno scorso ha perso oltre 130 miliardi di franchi e tutta la classe politica, da destra a sinistra, si è arrabbiata. Ma c’è veramente ragione per lamentarci dell’operato della nostra banca centrale?
Superate le gravi turbolenze degli anni ’30, gli Stati hanno capito l’importanza di dover intervenire tempestivamente sull’andamento economico per contenere l’ampiezza degli sbalzi del ciclo economico. Così a partire dagli anni ‘50 i governi e le banche centrali hanno iniziato a utilizzare gli strumenti fiscali e monetari che consentono di influenzare l’andamento generale dell’economia, il comportamento dei consumatori e dei produttori, nonché le relazioni commerciali con l’estero.
Il governo mette in atto la politica fiscale che si basa sul prelievo delle imposte e sulla spesa pubblica. La banca centrale si preoccupa della politica monetaria che consiste principalmente nella manipolazione dell’offerta di moneta, dei tassi di interesse e dei termini del credito. Le due politiche comportano vantaggi e svantaggi che fanno sì che la prima sia più indicata per il rallentamento economico e la disoccupazione. La politica monetaria invece è più efficace nei momenti di surriscaldamento e serve a contrastare la crescita dei prezzi (inflazione). Oltre a questo obiettivo le banche centrali devono garantire la stabilità del sistema dei pagamenti. È chiaro a questo punto che il compito della Banca Nazionale non è quello di fare degli utili né per sostenere le decisioni prese dalle autorità politiche e neppure per contribuire alle assicurazioni sociali come chiederebbe qualcuno. La Banca Nazionale deve preoccuparsi principalmente della stabilità monetaria e di quella dei prezzi; ed è quello che ha fatto anche l’anno scorso.
Se si guarda al passato, i vertici della banca nazionale non hanno mai mostrato particolare entusiasmo per gli utili conseguiti: ai loro occhi era chiaro che essi rappresentavano solo delle riserve per quanto sarebbe accaduto negli anni a venire. E così è stato. La politica, al contrario, si è fatta ingolosire. Dopo aver modificato la legge per aumentare i contributi versati ai Cantoni, ha iniziato a fantasticare sull’uso dei profitti. Dalla politica ambientale a quella previdenziale, le proposte non sono mancate. Ma vi è stato un errore di fondo. La Banca Nazionale è un ente autonomo che non dipende dalla politica e che soprattutto non deve essere utilizzato per finanziare le sue decisioni. Così, ci rincresce dirlo, ma sta ai Cantoni e ai parlamentari fare scelte politiche che si autofinanzino o se non lo ritengono necessario, aumentare il debito pubblico. Queste sono responsabilità della politica che nulla hanno a che vedere con quelle della Banca Nazionale che ha svolto e sta svolgendo il suo ruolo.

L’Osservatore, 21.01.2023

La ragion d’essere della Banca Nazionale Svizzera

2 pensieri riguardo “La ragion d’essere della Banca Nazionale Svizzera

  1. Cara Amalia, La ringrazio sinceramente per questo articolo con cui ha fornito gli elementi definitori (economici e sociali) della Banca Nazionale. Mi corregga se sbaglio, le mie nozioni di economia politica sono alquanto limitate, i suoi allievi direbbero a fine corso: inesistenti. Ho mentalmente inserito questo articolo nelle dispense del prof P. Locher System des Steuerrechts und Bundesteuerrechts (1990) superate nei dettagli, ma tuttora valide nei concetti di base. Buona giornata Ulisse Sutter

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  2. Finalmente leggiamo qualcosa di sensato, chiaro ed esaustivo sull’argomento; qualcosa che una classe politica (a mio modo di vedere) insipiente pare non aver capito…
    Volessimo, individualmente, comportarci in modo analogo, giocheremmo alla lotteria mettendo già una vincita alle entrate del nostro bilancio preventivo…

    Ma vede, Gentile Professoressa Amalia, scrivendo, come Lei all’occasione, cose di buon senso, si perde il tempo, il ranno e la fatica…

    Ancora un dettaglio: nella penultima frase del Suo scritto “scelte politiche, che si autofinanzino”, per me (e, forse, anche per Lei) significa, aumentare il carico fiscale, soprattutto ai ricchi, che sono i cattivi e giammai consideriamo motore economico!…E se il motore passa il confine di Stato, sta alla politica progressista provvedere alla moltiplicazione dei pani e dei pesci!

    Grazie e buona domenica!
    F.Gi.

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