Certificato Covid: la “spinta gentile” verso il vaccino

No, se l’economia rallenterà nei prossimi mesi non sarà per colpa del Certificato Covid. Al contrario sarà anche merito del certificato Covid se non dovremo vivere una chiusura e un confinamento come accaduto l’anno scorso, quando a tutti noi pareva di essere in un film di fantascienza.
Naturalmente questo non significa che non ci saranno delle conseguenze per alcune attività. Ma generalmente le misure introdotte non sono così incisive da impedire anche ai settori più toccati di mettere in atto misure che consentano ai clienti di aver accesso al consumo. Legittimo, importantissimo, fondamentale per l’economia e per gli individui. Perché è questo di cui parliamo. Della libertà di scelta delle persone, della libertà di disporre del loro tempo e del loro denaro.
Le persone hanno bisogni diversi che possono essere classificati e gerarchizzati. Secondo la piramide di Maslow esiste una chiara gerarchia tra i bisogni. Dopo che l’individuo ha mangiato e bevuto, quindi dopo aver soddisfatto i bisogni cosiddetti fisiologici, cerca la sicurezza. Fisica, di occupazione, familiare, ma anche di salute. E in questo caso lo Stato gioca un ruolo importante. Soddisfatta questa necessità le persone sentono il bisogno di appartenere a gruppi: amicizia e affetti familiari sono fondamentali. A seguire questioni più personali come la stima di se stessi e l’auto-realizzazione. Le persone, quindi, necessitano di consumare tutti questi beni per essere felici.
Una seconda classificazione, fatta da Scitovsky e Kahneman, parla di tre tipologie di beni: i beni comfort, i beni creativi e i beni relazionali. I primi sono quelli che vanno ad eliminare un disagio, il freddo, la fame o la stanchezza. I beni creativi sono delle attività non strumentali, fini a se stessi che vanno a realizzare le motivazioni intrinseche degli individui. Pensiamo alla soddisfazione di ascoltare un concerto, visitare una mostra o leggere un libro. Infine i beni relazionali soddisfano il bisogno di socializzazione dell’individuo. Le persone, quindi, necessitano di consumare tutti questi beni per essere felici.
La richiesta del certificato Covid, va a toccare il consumo di beni diversi che soddisfano più bisogni dell’individuo. L’aperitivo al bar con gli amici, la lezione in palestra, la visita al museo: sono di più del semplice consumo di un bene. Per questo la limitazione all’accesso spaventa e solleva obiezioni. Perché gli individui sono esseri sociali e le relazioni umane sono fondamentali. Certo possiamo ordinare la cena da asporto oppure guardare la mostra on-line, ma non è lo stesso bene e non soddisfa lo stesso bisogno.
Probabilmente è per questo che con l’annuncio dell’obbligatorietà del certificato gli appuntamenti per la vaccinazione sono triplicati rispetto alla media degli ultimi giorni. Come successo qualche mese fa nei paesi che hanno adottato misure simili.
In economia potremmo definire questa scelta come uno stimolo, un incentivo, una “spinta gentile” . E proprio Richard Thaler, uno dei padri fondatori dell’economia comportamentale e premio Nobel nel 2017, ci insegna che per convincere gli individui anziché obbligarli, possiamo trovare degli incentivi che li stimolino (Nudge).

E forse, lo svantaggio di dover fare test rapidi o di dover rinunciare alle serate con gli amici, porterà gli individui che necessitavano di una spinta a vaccinarsi. Sempre nel rispetto del diritto alla libertà di cura.

La versione audio: Certificato Covid: la “spinta gentile” verso il vaccino
nudge spinta

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