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Il lavoro che soffre

Il mercato del lavoro in Ticino soffre. I dati pubblicati dall’Ufficio federale di statistica per il primo trimestre del 2022 sugli occupati e sugli addetti confermano tendenze già emerse nei mesi scorsi. Negli ultimi 10 anni gli occupati in Ticino sono aumentati di circa 20 mila persone. Un dato che sembra molto incoraggiante se non per il fatto che si è verificata una riduzione di 5 mila persone svizzere a fronte di un aumento di 20 mila frontalieri. Nessun problema se i due attori non entrano in concorrenza e conflitto.

Sappiamo che bisogna essere prudenti nel trarre le conclusioni, tuttavia possiamo mettere in evidenza alcuni elementi. Nel periodo gennaio-dicembre 2022 rispetto al trimestre precedente in Ticino abbiamo perso quasi 8.500 persone occupate residenti; il numero scende a 6.700 se includiamo anche i frontalieri. Questa differenza conferma nuovamente l’aumento di persone non residenti nel mercato del lavoro ticinese.

Non siamo ancora in grado di dire con certezza perché le persone occupate residenti nel cantone sono diminuite in misura così grande (l’11% dell’intero dato nazionale), ma possiamo supporre per esempio che ci sia stato un incremento dei pensionamenti anticipati oppure degli spostamenti verso altri cantoni o nazioni. Solo le analisi specifiche potranno confermare queste ipotesi.

Ancora più preoccupante è stata la variazione annuale rispetto a quanto successo mediamente in Svizzera. A livello nazionale c’è stata una crescita di occupati pari a quasi 50 mila residenti, mentre a livello cantonale anche in questo caso si registra una perdita (-2 mila persone). Analizzando i dati in dettaglio scopriamo altre tendenze. Nell’ultimo anno sono stati principalmente gli uomini a uscire dal mercato del lavoro, mentre le donne sono aumentate. Anche in termini di nazionalità si confermano i dati passati che vedono una riduzione degli svizzeri a vantaggio degli stranieri. Infine, appare rilevante anche il tempo di lavoro: le persone che lavorano a tempo pieno diminuiscono e quelle a tempo parziale aumentano.

Infine se paragoniamo questi dati con quelli degli addetti (posti di lavoro) sembriamo trovare una conferma: dato che il numero di posti di lavoro aumenta e le persone diminuiscono, allora sembrerebbe che le persone occupate svolgano più di un lavoro.

Al momento non siamo in grado di dire molto di più, anche se speriamo di sbagliarci nella nostra ipotesi. Non vorremmo proprio che nel nostro cantone sia in atto una sostituzione di persone residenti che lavorano a tempo pieno con salari medio-alti e che anticipano il pensionamento con persone non residenti che svolgono più attività a tempo parziale e con salari più bassi.

Speriamo proprio che i prossimi dati ci diranno che ci sbagliamo.

Tratto dal Corriere del Ticino, 04.06.2022

La versione audio: Il lavoro che soffre